Narcos Messico 2, la recensione: il prosieguo della narcostoria del Messico e della sua guerra al potere

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Narcos, a partire dalle prime stagioni che parlano della Colombia e della storia di Pablo Escobar e del cartello di Calì, prosegue la propria narrazione concentrandosi sulla storia del narcotraffico messicano, raccontandoci l’intrecciarsi delle vicissitudini dei diversi cartelli del Messico, per arrivare al controllo delle diverse piazze di spaccio e ai diversi punti di “accesso” al suolo americano, e a tutte le conseguenze che ne derivano.

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DOVE ERAVAMO ARRIVATI

La prima stagione ci ha raccontato infatti dell’ascesa al potere di Miguel Ángel Félix Gallardo, che intorno agli anni ’80 era riuscito a unire tutti i principali cartelli del paese, istituendo la Federazione, e avendo il controllo del narcotraffico del Messico, in collaborazione con i cartelli colombiani, in maniera tale di avere il pieno accesso a tutta la droga che arrivava negli USA, principale e maggiore “cliente” dei cartelli colombiani/messicani. La prima stagione, infatti, si chiude con la morte di Kiki Camarena(agente della DEA), che aveva contrastato Felix per tutta la prima parte, e che lui stesso farà uccidere. Questo evento cambierà, però, tutte le carte in tavola, facendo iniziare il lento declino di Miguel Ángel, dato che gli USA, in modi non del tutto legali, inizieranno una vera e propria caccia all’uomo per scovarne i responsabili. La guerra ai cartelli messicani verrà guidata da una task force formata da poliziotti americani e messicani, capitanati da Walt Breslin, che saranno disposti a tutto pur di vendicare la morte di Camarena, pure di rischiare la propria vita.

La seconda stagione, infatti, ci spiega come Fèlix cerca di consolidare il proprio potere, e anzi di aumentarlo, cercando di far soccombere l’impero di Pablo Escobar,  anche a discapito della Federazione e dei suoi “soci”. Questo, inoltre, ci permetterà anche di addentrarci nelle situazioni politiche del Messico di quegli anni che si intrecceranno nella storia e nella rincorsa al potere di Miguel Ángel, che cercherà l’appoggio, appunto, dei poteri politici di quell’epoca.
Felix, nonostante tutti questi sforzi e tentativi, infatti, rimarrà sempre con meno potere e credibilità nel corso della stagione, man mano che gli eventi si susseguono, e questo ovviamente lo renderà meno temibile agli occhi dei suoi sottoposti.
Felix, nella rincorsa al potere massimo, alla fine rimarrà da solo e accantonerà anche la sua famiglia e i suoi amici, e rimarrà abbandonato, dopo essersi fregato con le sue stesse mani, e verrà incarcerato, perdendo tutto ciò che aveva e tutto il suo “impero”. Questo può essere un chiaro e nitido esempio di “chi troppo vuole nulla stringe”, anche se nel narcotraffico e nella guerra fra cartelli quello che otterrai alla fine sarà sempre la morte o una vita in carcere, ed è anche questo che Netflix vuole farci capire con questa serie. Il commento finale di Felix, però, ci fa capire che nel Messico senza di esso regnerà il caos, perchè non c’è più nessun diplomatico come lui che cercherà di mediare e di gestire i diversi cartelli tutti assieme, che appunto, secondo il suo parere, inizieranno una guerra sanguinaria che porterà il Messico a crollare e la stessa DEA a rimpiangere Miguel Ángel.
Ora la vera domanda è: chi sarà il successore di Felix? E chi proverà a prendersi il controllo delle piazze di spaccio messicane nel prosieguo di questa serie? Regnerà veramente il caos?  Aspettiamo la terza stagione di Narcos Messico per avere le risposte a queste domande.

CONCLUSIONE E COMMENTI

Noi abbiamo trovato la seconda stagione, nel complesso, a livello di tutta la narrazione e della bellezza che Narcos ci aveva abituato dalla prima serie, raccontando in maniera più veritiera e cruda la storia e il narcotraffico in tutte le sue sfaccendature, dalle più “belle” (anche se sono relative ovviamente) a quelle più brutte.

Fotografia e sceneggiatura rimangono di livello come le prime produzioni Narcos, anche se in alcuni punti, a differenza delle stagioni precedenti, abbiamo trovato la storia un po’ lenta e non avvolgente come quelle precedenti, lasciandoci talvolta leggermente annoiati. Infatti, alla fine, ci lascia soddisfatti ma pensiamo che potesse dare quel qualcosina in più, soprattutto per i livelli a cui Netflix ci aveva abituato.

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Narcos Messico 2, la recensione: il prosieguo della narcostoria del Messico e della sua guerra al potere
CONCLUSIONE
PRO
CONTRO
7
VALUTAZIONE COMPLESSIVA
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