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Suburra 3, la recensione: atto finale della guerra al potere romana

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Suburra, il gioiellino prodotto e distribuito internazionalmente da Netflix Italia, arriva a un epilogo, e lo fa in grande stile, come già ci aveva abituato nelle precedenti stagioni;  Suburra 3, infatti, che verrà rilasciata da Netflix al grande pubblico il 30 Ottobre 2020, è l’atto finale della storia della guerra al potere per avere il controllo di Roma.

Tocca grandi temi come la politica italiana fino ad arrivare al lato religioso, con alcuni scandali legati allo Stato del Vaticano. Suburra, insomma, non ce l’ha mai mandata a raccontare, e continua a farlo senza peli sulla lingua anche in questa terza e ultima stagione.

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Trama

Suburra 3, scene tratte dalla serie

La storia ricomincia esattamente dove ci aveva lasciato la stagione 2 (la trama la trovate nel nostro recente articolo di presentazione alla terza stagione) e continua a raccontarci i vari tentativi di ascesa al potere di Aureliano (interpretato da Alessandro Borghi)  e Spadino (interpretato da Giacomo Ferrara), e delle rispettive famiglie, sempre state in guerra fra loro nei tempi passati, e ora in un’insolita alleanza derivante dal rapporto fra i due ragazzi, sempre rimasta instabile però a causa delle diverse visioni all’interno delle famiglie. Il nostro racconto, oltre a mantenere i classici temi trattati nelle stagioni precedenti, riguardanti la corruzione all’interno della classe politica e vescovile, comandata da Samurai, durante questa stagione si sposterà in parte anche a Roma Nord, la zona d’élite romana.

La guerra al potere sarà sempre più spietata con un continuo turbinio d’emozioni e climax ascendente, fino ad arrivare al tanto concitato epilogo per i nostri protagonisti, che ci lascerà tutti un po’ scossi. Ma non vogliamo raccontarvi e anticiparvi troppo e vogliamo lasciarvi godere Suburra 3!

Nessuno vince

In Suburra 3 nessuno vince
SUBURRA (L to R) FEDERICA SABATINI as NADIA and CARLOTTA ANTONELLI as ANGELICA SALE in episode 102 of SUBURRA Cr. EMANUELA SCARPA/NETFLIX © 2020

Uno dei temi principalmente trattati in Suburra 3 è il valore dell’amicizia e di tutti i sentimenti ad esso legati (a volte anche contrastanti, come ben sappiamo da parte di Spadino verso Aureliano). Suburra vuole farci capire che , alla fine dei conti, i veri cattivi saranno quelli che metteranno il potere davanti ai veri valori della vita, cioè il lato sentimentale, che nonostante tutto verrà fuori, anche dai personaggi considerati più duri e cattivi.

Alla fine nessuno vincerà, perché (come abbiamo visto anche nella recensione di Gomorra) la malavita, e cercare di aggirare i problemi e arrivare al potere tramite essa, non ti porterà mai a niente di buono, anzi solo a rovinare la vita a te e soprattutto a chi ti sta attorno.

La vera fame di potere ti porterà a non guardare in faccia più nessuno, nemmeno la tua famiglia, portandoti a diventare a un essere senz’anima e senza sentimenti; questo ti farà arrivare sì potere e al vertice, ma alla fine ti farà rimanere vuoto dentro.

Sarà, infatti, importante riuscire a tagliare le parti malate e tossiche della nostra vita, prima che sia troppo tardi e che queste ci risucchino con loro nel baratro. Questo è il messaggio che ci lascia alla fine la serie, e che secondo noi ha voluto trasmettere, cioè quello di volerci bene ed aiutarci, visto soprattutto anche il periodo storico che stiamo vivendo, anche solo con piccoli gesti o scelte, non lasciandoci soggiogare dai veri cattivi.

Commento finale

Scene tratte dalla terza serie

Noi di RecensioneDigitale avevamo già adorato le prime due stagioni e quindi avevamo grandi aspettative per questo epilogo con Suburra 3. Dopo averla divorata in pochissimo tempo, per potervi portare in anteprima una nostra analisi della serie, possiamo dirvi che le nostre aspettative sono state soddisfatte, anzi addirittura superate, per questa terza e ultima stagione della serie.

La narrazione scorre rapida e senza cali di tensione, senza nessun punto morto, raccontando tutte le storie e non lasciando nessuno sviluppo e nessuna questione aperta. Suburra, infatti, riesce sempre a tenerti incollato allo schermo, facendoti spesso commuovere ma anche facendoti diverse volte sorridere, senza però alleggerire l’importante storia narrata, collegata a temi molto pesanti. Lo fa anche con una certa eleganza, grazie soprattutto alle ottime interpretazioni dei diversi attori coinvolti (uno tra tutti Alessandro Borghi che ormai è una garanzia per il cinema e le produzioni italiane) e alla splendida fotografia che riesce a rappresentare perfettamente la nostra bellissima e allo stesso tempo enigmatica capitale.

Nota d’onore alla scelta delle musiche, con un album interamente scritto e prodotto da Piotta solamente per la terza stagione di Suburra per accompagnare le diverse storie narrate. Le canzoni risulteranno perfette per il mood della serie e per ogni personaggio raccontato, facendoci immergere ancora di più nella narrazione. Vi consigliamo perciò, se non l’aveste già fatto, di iniziarvi questo viaggio nelle strade e nei vicoli più nascosti di Roma, perché non ve ne pentirete!

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Suburra 3, la recensione: atto finale della guerra al potere romana
CONCLUSIONE
Avvincente.
PRO
CONTRO
8.5
VALUTAZIONE COMPLESSIVA
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