Volkswagen: la tecnologia all’ordine del giorno

Già dal 2016 la casa automobilistica ha iniziato ad approcciarsi alle nuove tecnologie per la mobilità del domani. L’azienda tedesca, insieme all’azienda del trasporto pubblico CARRIS, si sta impegnando per migliorare la mobilità. Oggi parliamo di computer quantistici: fino allo scorso autunno era improbabile vederne uno all’opera ma, Volkswagen ne ha dimostrato l’utilità tramite un progetto pilota. Quest’ultimo consiste in un sistema di controllo intelligente del traffico.

LISBONA: IL PROGETTO PILOTA

Si è calcolato un percorso per ognuno dei nove bus partecipanti alla sperimentazione, in modo da evitare la formazione di ingorghi. Neukart dichiara:“La sperimentazione a Lisbona è stata la prima al mondo in cui un computer quantistico ha usato un algoritmo in modo produttivo, unendo le analisi e le previsioni del traffico alla definizione dei percorsi e concludendo il tutto comunicandoli all’autista del bus tramite app”. Questo progetto è attuabile in tutte le città, anche con mezzi di diverse dimensioni.

VIRTUAL CONCEPT CAR

Volkswagen, nel proprio Virtual Engineering Lab, sviluppa la realtà aumentata applicata, ovviamente ai veicoli. È utilizzata per la progettazione e il design dei veicoli: creare un prototipo virtuale è molto più economico e veloce rispetto al costruirne fisicamente uno e verificarne il funzionamento. Il team lavora anche all’ottimizzazione dei siti web, in modo da coinvolgere il più possibile un possibile visitatore. Una modifica recente riguarda il sito di AUDI USA, nel quale è stato inserito un nuovo configuratore. Quest’ultimo permette di scegliere un’auto e personalizzarla, per poi, alla fine della configurazione, poter osservare l’auto terminata. Successivamente questa feature si è estesa all’intero gruppo.

In conclusione la dichiarazione del gruppo Volkswagen:”Ogni volta che troviamo qualcosa che potrebbe essere utile, per prima cosa contattiamo le nostre sedi negli USA, poi Wolfsburg e gli altri centri del Gruppo: dobbiamo trovare altre persone che ci credano e che vogliano investire. Poi programmiamo il prototipo a livello software e quando è pronto lo presentiamo ai reparti che reputiamo più interessati”.

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