Made in Italy: Desiderato da 3 Consumatori su 4, Seguito da Solo 1 su 3
Redazione
- Desiderio per il Made in Italy
- Scarso seguito sui social
- Influenza dei creator
Indice
Made in Italy: 3 Consumatori su 4 nel Mondo lo Vogliono
Una recente indagine condotta da Pulse Advertising in collaborazione con Eumetra ha mostrato che il Made in Italy continua a esercitare un fascino globale, con ben il 74% dei consumatori disposti a pagare di più per prodotti italiani. Tuttavia, il dato stride con un’altra evidenza: solo 1 utente su 3 segue i profili ufficiali dei brand Made in Italy sui social network, evidenziando un gap preoccupante tra desiderio e interazione.
Un’Occasione Persa sui Social
I risultati di questo studio, realizzato su un campione di 2.541 consumatori in cinque mercati — Cina, Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito — rivelano che i social rappresentano il canale principale per la scoperta dei prodotti italiani, con percentuali che oscillano dal 35% della Francia al 44% degli USA. Tuttavia,ostante ciò, solo il 14-18% dei consumatori occidentali segue i profili ufficiali dei brand italiani. La vera influenza sembra risiedere nei creator e non nei canali di comunicazione proprietari.
Il Ruolo dei Creator
Tra il 48% e il 60% dei consumatori occidentali ritiene affidabili le raccomandazioni degli influencer. Nella decisione di acquisto di prodotti italiani, il 72% degli americani e il 69% degli inglesi afferma di essere stato influenzato da un creator. La sfida principale per i brand italiani è quindi quella di trasformare la loro presenza digitale, rendendola più autentica e coinvolgente, piuttosto che limitarsi a utilizzare i social come una semplice vetrina.
“La domanda globale per il Made in Italy è reale e misurabile. La sfida è strutturale; i brand devono smettere di pensare ai social come vetrina e iniziare a presidiarli come il luogo dove oggi si forma il valore.” - Paola Nannelli, Global CEO Pulse Advertising
Valore e Percezione del Made in Italy
Nei mercati analizzati, il Made in Italy continua a essere associato a valori come “eleganza” e “artigianalità”, con il 29%-38% dei consumatori che lo identifica con questi attributi. Tuttavia, nonostante questo riconoscimento, il gap di seguaci sui social solleva interrogativi sulla capacità dei brand di tradurre il loro patrimonio simbolico in una presenza digitale efficace.
L’Identità dei Brand Italiani
Brand storici come Armani e Ferrari si confermano ambasciatori globali del Made in Italy, presenti nel podio della percezione di qualità in tutti e cinque i mercati. Sorprendentemente, anche Barilla riesce a entrare nella top-3 in Cina, dimostrando che il valore dell’italianità non è riservato solo al settore moda, ma abbraccia anche il food e il design.
Conclusione: Adattarsi ai Tempi Moderni
Le sfilate di moda milanesi sono solo un aspetto di un fenomeno più ampio. I brand che investono nella presenza digitale e interagiscono con i consumatori attraverso i creator hanno l’opportunità di costruire un potere di pricing reale. Al contrario, quelli che trascurano questa dinamica rischiano di rimanere marginali nel panorama globale.
L’analisi di Pulse Advertising mette in evidenza la necessità di una strategia innovativa da parte dei brand italiani, in un mondo dove la moda e la luce dei riflettori non possono più bastare per garantire il successo commerciale.