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FlashStart supera Google e Cloudflare: è il DNS più veloce al mondo

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FlashStart supera Google e Cloudflare: è il DNS più veloce al mondo
IN BREVE
  • FlashStart registra un tempo di risposta medio globale di 12,93 ms superando Cloudflare e Google
  • Piattaforma riprogettata in collaborazione con l'Università di Bologna e architettura a microservizi
  • Dati ospitati in Italia presso il data center Naquadria qualificato ACN per la PA

L’azienda italiana FlashStart ha conquistato il primo posto globale nel benchmark indipendente DNSPerf con un tempo di risposta record pari a 12,93 millisecondi. La soluzione supera colossi internazionali come Cloudflare e Google fornendo contemporaneamente una protezione attiva contro malware e tentativi di phishing. Il risultato nasce da una riprogettazione architetturale sviluppata in collaborazione con la ricerca accademica e sostenuta dall’infrastruttura di data center locali.

La tecnologia di filtraggio della piattaforma garantisce prestazioni elevate e sovranità digitale grazie alla gestione diretta dei dati su territorio italiano. Questa combinazione di velocità e sicurezza risponde alle crescenti esigenze di adeguatezza per la Pubblica Amministrazione e le infrastrutture critiche europee.

I risultati del benchmark DNSPerf

Il monitoraggio condotto da DNSPerf, servizio di benchmark indipendente di DigiCert, valuta le prestazioni dei principali resolver pubblici mondiali interrogandoli ogni minuto da oltre 200 punti di test. Nel rilevamento di ottobre 2026, la piattaforma di FlashStart ha registrato una latenza media globale di 12,93 ms con valori inferiori a 9 ms all’interno del territorio europeo. In classifica precede soluzioni concorrenti come Cloudflare 1.1.1.1 (14,44 ms), Control D (17,77 ms), DNSFilter (19,18 ms), Google Public DNS (19,44 ms), Quad9 (20,22 ms) e Cisco Umbrella (20,34 ms).

Oltre alla riduzione dei tempi di risposta, il benchmark assegna a FlashStart un livello di uptime pari al 99,98%, a conferma della stabilità operativa dell’infrastruttura. La misurazione risulta significativa poiché il servizio effettua un’analisi in tempo reale di ogni query verso siti malevoli prima di restituire l’indirizzo IP richiesto. Questo approccio dimostra che l’applicazione di filtri contro le cyberminacce non incide negativamente sulle prestazioni complessive di rete, consentendo a MSP, ISP e team IT di integrare protocolli di sicurezza senza compromettere l’esperienza utente. Le architetture enterprise necessitano di elevata reattività, analogamente a quanto accade nelle moderne piattaforme di governance dei dati e privacy.

Architettura a microservizi e ricerca universitaria

La riprogettazione dell’infrastruttura ha introdotto un’architettura a microservizi associata a una rete Anycast globale capace di indirizzare ogni richiesta al nodo geograficamente più vicino. L’evoluzione tecnologica è il frutto di un accordo strutturato con il Campus di Cesena dell’Università di Bologna. Il gruppo di lavoro è guidato dal professor Mirko Viroli, Presidente del Consiglio del Campus e Professore Ordinario presso il DISI (Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria), i cui ricercatori lavorano a diretto contatto con il team di ingegneria aziendale.

Gli aggiornamenti software integrano algoritmi avanzati di intelligenza artificiale in grado di classificare ogni giorno circa 200.000 nuovi domini. Il sistema offre supporto per configurazioni con intervalli IP e CIDR, pannelli gestionali per il controllo multi-tenant ideali per gli operatori di rete e sistemi di autenticazione a due fattori. Questa scalabilità si inserisce nel più ampio scenario delle reti ad alta velocità, dove la riduzione della latenza è cruciale come nelle recenti innovazioni legate ai router Wi-Fi di nuova generazione.

“Il mercato della sicurezza sta cambiando più in fretta delle architetture che dovrebbero proteggerlo. Le aziende lavorano in cloud, con utenti distribuiti e applicazioni che dipendono da migliaia di chiamate al secondo: in questo scenario ogni millisecondo aggiunto da un controllo di sicurezza diventa un costo, e la tentazione è rinunciare alla protezione per non perdere prestazioni. Noi crediamo che quel compromesso non debba esistere. Per questo abbiamo scelto di non inseguire i grandi player, ma di investire dove possiamo fare la differenza: nella ricerca, nell’ingegneria e nella collaborazione con chi forma le competenze del futuro. Lavorare con l’Università di Bologna ci ha permesso di ripensare la piattaforma da zero, senza vincoli di eredità tecnologica. Il risultato misurato da DNSPerf, per il secondo anno, dimostra che un’azienda europea può competere alla pari con gli hyperscaler, e superarli, quando l’innovazione è un metodo e non uno slogan.” - Francesco Collini, CEO di FlashStart

Sovranità dei dati e requisiti per la PA

Un elemento rilevante del servizio riguarda la collocazione fisica dei dati e delle dashboard di gestione su infrastrutture ubicate in territorio nazionale. Il nodo principale risiede presso il data center Tier III di Naquadria a Piacenza, dotato di certificazioni ISO 27001, ISO 27017 e ISO 27018. Questa struttura assicura che log e configurazioni rimangano protetti all’interno della giurisdizione italiana ed europea.

La piattaforma rientra tra le soluzioni qualificate dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), soddisfando i requisiti normativi stabiliti per la Pubblica Amministrazione, il settore scolastico e gli enti soggetti alla direttiva NIS2. Complessivamente, la rete gestisce circa 2 miliardi di query al giorno e protegge oltre 32 milioni di utenti in 160 Paesi. Per maggiori informazioni sulle soluzioni e sui benchmark è possibile consultare il sito ufficiale FlashStart.

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Autore

Redazione

Il gruppo di lavoro che realizza test, guide e aggiornamenti della testata. Ogni articolo è firmato dalla redazione e sottoposto al protocollo editoriale descritto in "Come testiamo".