Serviva una scossa, o quantomeno un argine per fermare la piena. Dopo cinque sconfitte consecutive che avevano minato certezze e morale, l’Udinese rialza la testa. Il pareggio a reti bianche contro il Bologna (0-0) nella 34ª giornata non è forse il risultato dei sogni per il pubblico del Bluenergy Stadium, ma è ossigeno puro per la classifica e per la testa dei giocatori.
È stata una partita dai due volti: vibrante e bianconera nel primo tempo, sofferta e di marca rossoblù nella ripresa, con i legni a fare da giudici imparziali di una contesa equilibrata.
Primo Tempo: L’illusione di Davis
L’approccio dell’Udinese è stato quello che volevamo vedere: rabbioso e verticale. Il protagonista assoluto della prima frazione è stato Keinan Davis. Il centravanti inglese si è caricato la squadra sulle spalle e ha sfiorato l’eurogol dopo un’azione personale dirompente: il suo sinistro potente, però, si è stampato clamorosamente sulla traversa, strozzando in gola l’urlo del gol. La squadra di Runjaic ha spinto molto sulle ripartenze, sfruttando la velocità, ma è mancato il killer instinct negli ultimi sedici metri, complice anche una serata non ispiratissima di Payero in fase di rifinitura.
Secondo Tempo: Brividi Orsolini
Nella ripresa il copione è cambiato. Il Bologna, guidato in panchina da Daniel Niccolini (sostituto dello squalificato Vincenzo Italiano), ha alzato il baricentro e la pressione. Il pericolo numero uno ha portato il nome di Riccardo Orsolini. L’esterno ha fatto tremare lo stadio due volte: prima pareggiando il conto dei legni con una punizione velenosa finita sulla traversa, e poi sfiorando il palo con un colpo di testa insidioso su cross dalla sinistra.
La chiave tattica: Ritrovata solidità
La vera notizia di giornata, però, è lo “zero” nella casella dei gol subiti. Runjaic ha ridisegnato la difesa con un inedito schieramento a cinque che ha dato i suoi frutti. Il rientro di Kabasele è stato fondamentale per dare ordine, ben coadiuvato da Solet e Kristensen. La squadra ha saputo soffrire compatta, anche quando le energie sono calate e gli infortuni hanno complicato i piani (nota stonata l’uscita anticipata di Ekkelenkamp per problemi fisici). Nel finale, la cerniera mediana con Lovric e Zarraga ha retto l’urto dell’assedio bolognese.
Conclusioni
Questo 0-0 lascia un pizzico di amaro in bocca per le occasioni sprecate nel primo tempo, ma va accolto come un bicchiere mezzo pieno. L’Udinese ha dimostrato di essere viva, di saper lottare e, soprattutto, di saper difendere di nuovo da squadra. Per il Bologna è una frenata nella corsa all’Europa, per i bianconeri è il primo mattone per costruire un finale di stagione più sereno.


